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LE MIE IDEEIL PERCHÉ DI UN VOTO MIRATOIn Campania è nato un nuovo progetto politico: il REGIONALISMO ECOLOGICO.
I movimenti ecologisti da soli, con tutte le loro attività, non sono riusciti a dare in Italia l’input necessario per un’incisiva scelta ambientalista.
Hanno bisogno di chi, operando nel territorio e per il territorio, realizzi quella svolta epocale che fa del regionalismo la chiave di volta per una serie di cambiamenti.
I Verdi mi hanno voluto come capolista nella provincia di Napoli per le regionali 2010 in Campania, perché il progetto costruito dal mio movimento politico regionalista, L’ALTRO SUD, è l’elemento indispensabile per il successo di qualsiasi politica ambientale.
La salute di un territorio è determinata prevalentemente dalla sua morfologia, dal tessuto sociale, dalle attività economiche, dalle tradizioni culturali, che determinano la sua identità.
L’attenzione per queste tematiche costituisce l’anima del NOSTRO PROGETTO.
Già in altri paesi d’Europa movimenti ispirati al regionalismo ecologico hanno determinato un significativo rinnovamento politico, come dimostra il successo di Europe Écologie nelle ultime elezioni regionali in Francia.
Le risorse del territorio, l’ambiente, il patrimonio storico, artistico e culturale sono la base da cui partire per un nuovo sviluppo economico del NOSTRO SUD.
Per portare al successo questo grande progetto e per difendere con forza la NOSTRA REGIONE
VOTAMI
(pubblicato il 25-03-2010) ![]() DECALOGO DE "L'ALTRO SUD"1. DARE VOCE ALL'ALTRO SUD Fare emergere il Sud positivo, quello che non compare mai, attraverso un processo d'autolegittimazione e autopromozione.
2. DIFFONDERE L'ORGOGLIO DELLA PROPRIA APPARTENENZA
Ricuperare le radici territoriali, l'identità storica e i legami di comunità, promuovendo il Sud come dimensione unitaria.
3. IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE
Difendere con determinazione gli interessi dei cittadini meridionali presenti in Italia e all'estero.
4. SELEZIONARE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE
Superare il ruolo non più rappresentativo e decisamente antidemocratico dell'attuale assetto politico nazionale, promuovendo la cultura politica del territorio e la democrazia della partecipazione, con un rapporto diretto tra società civile e i suoi rappresentanti nelle istituzioni.
5. PRIMA DI TUTTO SICUREZZA E LEGALITÀ
Ristabilire l'ordine e la sicurezza nelle regioni meridionali dando forza alla cultura delle regole e della legalità. Attuare nuove forme di controllo del territorio, basate sul coinvolgimento diretto delle comunità locali.
6. FAVORIRE LO SVILUPPO ECONOMICO
Sostenere con decisione gli imprenditori del Mezzogiorno nelle loro richieste di accesso al credito, di fiscalità di vantaggio, di sicurezza, d'infrastrutture, di logistica e di modernizzazione. Ridurre drasticamente la burocrazia e salvaguardare le attività artigianali.
7. PIÙ OCCUPAZIONE, PIÙ BENESSERE
Favorire l'occupazione nelle regioni del Sud riorganizzando le proprie risorse umane e conoscitive. Dare impulso all'innovazione, alla progettazione e alla cooperazione locale. Promuovere nuovi modelli occupazionali e produttivi fondati sulle potenzialità del territorio. Investire nel risanamento ambientale.
8. MAI PIÙ DEPORTAZIONE
Porre fine con ogni mezzo alla nuova emigrazione di giovani diplomati e laureati verso aree a maggior sviluppo del Paese.
9. COMUNITÀ VUOL DIRE SOLIDARIETÀ
Intervenire con determinazione per affrontare il disagio sociale e le nuove povertà, promuovendo interventi a favore delle famiglie povere e monoreddito, degli anziani e dei giovani disoccupati. Attivare i "Comitati d'Intervento Sociale" per rafforzare la coesione e la conoscenza delle realtà locali.
10. LA MISSIONE MEDITERRANEA
Rilanciare il ruolo del Mezzogiorno come ponte tra Europa e Mediterraneo, accelerando la realizzazione dell'Area di libero scambio, della Banca del Mediterraneo e di porti e zone franche.
(pubblicato il 25-03-2010) ![]() |